I NUMERI DELL’ECONOMIA DEL MARE

Sailing to Rome, la fiera internazionale che si terrà a Fiumicino dal 12 al 16 Ottobre, ha come obiettivo principe spingere la ripresa dell’intera economia del mare e, con essa, l’intera economia nazionale.

Per comprendere appieno quanto detto diamo un’occhiata ai numeri:

185.000 imprese, alla fine dell’anno passato, operavano nell’economia del mare, il 3% del totale imprenditoriale nazionale. Il tutto con 43 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto.

La regione in cui sono è maggiore la concentrazione di aziende appartenenti al comparto rispetto al totale è la Liguria (9.0%). Ma il Lazio non sfigura, piazzandosi con il suo 5.1%  al terzo posto di questa speciale classifica, dietro alla Liguria, appunto, ed alla Sardegna (5.6%).

A tal proposito appare interessante sottolineare come circa 18.000 su 185.000, cioè il 9.8% del totale, fanno capo all’imprenditoria giovanile mentre 38.000 circa con un 20.6% del totale afferiscono all’imprenditoria femminile. È importante evidenziare quanto, da questo punto di vista, l’imprenditoria “blue” vada finalmente a svincolarsi dall’immagine di comparto riservato ad un imprenditoria maschile e con esperienza.

Valori, tutti quelli snocciolati finora, certamente notevoli ma la cui rilevanza resta a nostro giudizio secondaria se confrontata con l’importanza dei numeri relativi all’aspetto occupazionale del comparto.

Un milione. È questo il numero di occupati nel comparto della blue economy, il 5% circa dell’intera economia nazionale, il tutto con uno spazio occupazionale riservato ai giovani superiore alla media nazionale: il 30% degli occupati dell’economia del mare, infatti, non raggiunge i 35 anni (con un ragguardevole 8% di under 25).

Altro dato interessante osservando il comparto dal lato occupazionale è quello relativo al titolo di studio. La blue economy presenta una percentuale di occupati diplomati sul totale maggiore rispetto al resto dell’economia del paese (rispettivamente 46% e 40%) con un 14.4% di laureati.

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