Intervista al Presidente dell’Associazione Fedex

Sailing to Rome è un nuovo evento espositivo di stampo internazionale per l’intera economia del mare che si svolgerà a Fiumicino, nella sua Darsena che è stata ed è tuttora fulcro attorno a cui è sviluppata la città. Un contesto che potremmo definire naturale perché espressione di un’area da sempre fortemente legata all’economia del mare per la presenza di alcune migliaia di unità da diporto stanziali – solo in Fiumara, ramo più a Sud della foce del Tevere, le stime delle barche ormeggiate per il periodo invernale ammontano a oltre 2.500 natanti e imbarcazioni a vela e a motore – e non solo. A Fiumicino tutta la filiera dell’economia del mare è ben rappresentata.  Cantieri nautici per la costruzione di barche a vela e yacht a motore oltre a realtà importanti specializzate nel rimessaggio e nel refitting d’imbarcazioni. Ma anche la logistica e la portualità (oltre che merci, anche croceristica e da diporto), il turismo, la pesca

la gestione e protezione delle coste, l’acquacoltura e l’energia.

Tutte attività che per la loro stessa natura trovano in Fiumicino un terreno fertile in cui svilupparsi pur mantenendo inalterata la propria attitudine a confrontarsi con una dimensione che è interregionale ed internazionale.

Ci si augura, inoltre, che una kermesse ben fatta e rivolta a un bacino d’utenza così vasto come quello che può facilmente raggiungere Fiumicino in auto, treno e aereo, possa stimolare un mercato che, come del resto l’economia nazionale, dopo accenni di risveglio non ha ancora intrapreso un percorso di ripresa capace di lasciare il segno. In questo momento ogni evento che riporti l’attenzione sull’economia del mare è prezioso.

Per avere un’idea più chiara di ciò che sarà Sailing to Rome abbiamo incontrato Alessandro Inno, architetto e designer con una lunga esperienza nella progettazione nautica, sempre attivo e pieno d’idee fra cui, appunto, quella di dimostrare che l’economia del mare in Italia e soprattutto nel Lazio è ancora viva, vibrante, ricca di realtà imprenditoriali e professionali che possono fare bella mostra di sé, richiamando quel pubblico appassionato che il centro Italia, e Roma in primis, hanno sempre dimostrato di avere. È lui il deus ex machina di questa nuova manifestazione e dunque a lui abbiamo posto le domande essenziali a spiegare che tipo di evento sarà.

 

Innanzi tutto parliamo del periodo: perché per Sailing to Rome è stata scelta la metà di ottobre?

I motivi sono diversi, a partire dalla sensibilità alle necessità dell’intero comparto con particolare attenzione a cantieri e dealer, che per poter programmare al meglio la loro attività, hanno una finestra temporale dedicata alle fiere, abbastanza definita. Non a caso i principali boat show che si svolgono in Europa, dove si fa buona parte del mercato mondiale, sono tutti concentrati fra i primi di settembre e la fine di ottobre, cioè all’inizio dell’anno nautico.  Sailing to Rome, a tal proposito, si pone temporalmente subito dopo il Salone Nautico di Genova e si propone, quindi, di ospitare tutti gli espositori del centro-Sud di ritorno da Genova.

Poi statisticamente è un periodo molto favorevole anche dal punto di vista meteo. Le famose ottobrate romane possono riservare delle giornate da vivere ancora in maniche corte, col mare calmo, piene di sole e di luce visto che il cambio dell’ora legale avverrà pochi giorni dopo la chiusura del nostro evento.

 

Quindi Sailing to Rome come una tappa di ritorno da Genova?

Anche, ma non solo. Sailing to Rome è una rassegna decentrata rispetto a Genova, che con il suo boat show resta e resterà la principale vetrina della nautica nazionale. Proprio per questo, però, Sailing to Rome è capace di dare un’opportunità espositiva anche a tutte quelle realtà locali che non hanno né uomini né mezzi per affrontare il Salone Nautico. Oltre ad essere un’occasione per tutta quella clientela che per mille motivi non riesce a visitare il Salone di Genova.

 

Quale sarà lo spazio riservato a coloro che vorranno esporre imbarcazioni?

Avremo a disposizione spazio espositivo a terra, nel parcheggio antistante la darsena di Fiumicino, e spazio riservato alle imbarcazione in acqua per esposizione e prove a mare. Ciò grazie al comune di Fiumicino, all’Autorità Portuale, alla Capitaneria di Porto ed alla collaborazione della cooperativa dei lavoratori del porto di Traiano e del Circolo Velico Fiumicino.

 

Quali sono le ragioni perché si venga ad esporre a Fiumicino, perché Sailing to Rome?

Siamo alla prima edizione di Sailing to Rome, eppure siamo convinti di poter diventare, a breve, una delle manifestazioni di riferimento per tutta l’economia del mare oltre che un appuntamento fisso dei prossimi anni. Un appuntamento in cui mettere in mostra il meglio del Made in Italy e delle aziende che lo rappresentano nel campo dell’economia del mare. Con la speranza che il 2017 sia l’anno della svolta per l’intero comparto.

 

Crede davvero che siamo vicini ad una ripresa per l’intero comparto?

Perché non dovrei? Ci sarà da lavorare e non sarà semplice ma se tutti insieme, le istituzioni, le aziende, i professionisti, le associazioni, crediamo a questa possibilità daremo un contributo concreto al rilancio dell’economia del mare. La Regione Lazio, a tal proposito, si sta impegnando in prima persona. Tramite Lazio Innova, infatti, nell’ambito di una serie di iniziative tese al rilancio dell’economia del mare ha cofinanziato la manifestazione “Sailing to Rome” consapevole che da un rilancio dell’economia del mare trae benefici l’intera economia italiana.

 

Si spieghi meglio.

Nell’economia del mare, alla fine dell’anno passato, operavano 185.000 imprese, il 3% del totale imprenditoriale nazionale con 43 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto. Nel Lazio, poi, 5 aziende su 100 appartengono al comparto.

Interessanti anche i dati riguardanti l’imprenditoria giovanile e femminile. Circa 18.000  aziende su 185.000, cioè il 9.8% del totale, appartengono all’imprenditoria giovanile mentre 38.000 circa con un 20.6% del totale all’imprenditoria femminile. È importante evidenziare quanto, da questo punto di vista, l’imprenditoria del mare vada finalmente a svincolarsi dall’immagine di comparto riservato ad un imprenditoria maschile e con esperienza.

Valori, tutti quelli snocciolati finora, certamente notevoli ma la cui rilevanza resta a mio giudizio secondaria se confrontata con l’importanza dei numeri relativi all’aspetto occupazionale del comparto. L’economia del mare occupa un milione di persone, cioè il 5% circa dell’intera economia nazionale, il tutto con uno spazio occupazionale riservato ai giovani superiore alla media nazionale con un 30% degli occupati dell’economia del mare, infatti, non raggiunge i 35 anni (con un ragguardevole 8% di under 25).

 

Tornando a Sailing to Rome, ci dica, quanto costerà esporre e quanto costerà il biglietto per i visitatori?

Lo scopo di Sailing to Rome è la promozione dell’eccellenza di cui, nel campo dell’economia del mare, siamo rappresentanti. Per questo le quote di partecipazione che chiediamo agli operatori sono bassissime, quasi simboliche, a coprire i costi vivi e nemmeno interamente. Ciò è possibile, come già accennato,  grazie al supporto che ci darà la Regione Lazio attraverso Lazio Innova.

Riguardo i costi per il pubblico, le dico subito che non ce ne saranno, la manifestazione sarà assolutamente aperta a tutti. Far pagare un biglietto sarebbe un controsenso già a livello ideologico, visto che lo scopo di Sailing to Rome per quel che ci riguarda è, come le ho già detto, esclusivamente promozionale.

 

Per il momento, chi ha dato la sua adesione?

Stiamo avendo un ritorno importante. L’intero comparto delle aziende di Fiumicino parteciperà, ovviamente, alla fiera. Così come gran parte delle aziende laziali e numerose aziende nazionali. E non parlo solo dei cantieri navali e di chi fa rimessaggio e refitting, riuscendo con la propria arte a restituire nuova vita alle imbarcazioni. Parlo anche dell’accessoristica nautica, dei designer, che sono una vera e propria eccellenza italiana nel mondo. Di dealer e broker. Poi logistica e portualità: merci, crociere e diporto con i charter nautici. Poi la filiera ittica, la pesca ma anche la lavorazione del pesce ed il commercio. E tutto quanto concerne il turismo: alberghi, ristorazione, stabilimenti balneari. Senza dimenticare la ricerca e l’innovazione dando spazio ad enti di ricerca come l’Insean del CNR, che parteciperà promuovendo il suo progetto Res Mare, e le start-up innovative come ad esempio Edopera, produttrice di componenti in carbonio per la nautica e premiata dalla regione Lazio nell’ambito del suo fondo riservato alle aziende per la creatività.

Tra le aziende partecipanti, inoltre, 30 saranno selezionate per rappresentare la nostra economia del mare in campo internazionale.

 

Chiudiamo con un invito ai visitatori.

Guardi mi piace immaginare Sailing to Rome come un arcipelago dedicato all’economia del mare, con i vari settori espositivi a fare da isole. Ogni visitatore che raggiungerà questo arcipelago colmo di passione per il mare che è Sailing to Rome rimarrà stregato da quest’esperienza. Può star certo che Sailing to Rome non sarà solo una manifestazione ma una nuova emozione e non solo per i visitatori. Lo sarà anche per i visitatori e, perché no, sarà anche un vanto per gli organizzatori e per l’intera regione Lazio.

Commenti chiusi